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Passeggiate ed Escursioni

Questo circuito è all’incirca di 3 km, inizia e finisce all’hotel. Include i Fori e l’Aventino e ritorna passando o per il Circo Massimo oppure per le Terme di Caracalla. (3 km, 2-3 ore).

PASSEGGIATA DELL'AVENTINO

Circo Massimo

Il più grande edificio di spettacoli di tutti i tempi fu il risultato di una serie di lavori che si prolungarono lungo diversi secoli. La prima installazione sarebbe stata opera del primo re etrusco di Roma, Tarquinio Prisco (616-579 a.C.), nel luogo dove, secondo la tradizione, sarebbe avvenuto il ratto delle Sabine durante una gara di corse di carri. Questo antico circo romano utilizzato prevalentemente per le corse di cavalli aveva dimensioni eccezionali: lungo 621 m e largo 118 m e poteva ospitare circa 250.000 spettatori.

Il circo rimase in uso fino al 549 ed oggi è scelto sempre più spesso come sede per grandi eventi di massa: concerti, spettacoli, giubilei, manifestazioni.

Piazza Bocca della Verità e Chiesa di Santa Maria in Cosmedin

Piazza della Bocca della Verità sorge sull’area anticamente denominata ”Foro Boario” (ossia ”mercato di buoi”). Antiche leggende raccontano della presenza di popolazioni greche o asiatiche in questa zona precedenti alla fondazione storica della città. La piazza prende il nome da una grossa pietra circolare (circa 1,80 m di diametro) che rappresenta una testa di fauno urlante: è la famosa ”Bocca della Verità”, probabilmente un chiusino a forma di maschera di una cloaca risalente al IV secolo a.C. Durante il Medioevo era consuetudine condurre l’indagato dinanzi al mascherone e fargli introdurre la mano nella ”bocca della verità”: se innocente, ritirava la mano indenne ma, se colpevole, il mascherone avrebbe chiuso la bocca, troncando di netto la mano. La tradizione sopravvive ancora ai giorni nostri, dimostrandosi un utile espediente per verificare la fedeltà degli sposi e amanti. Oggi il chiusino è posizionato sotto il portico della chiesa di S. Maria in Cosmedin.

Molto famosa è la scena tratta dal film ”Vacanze Romane”, qui girata, con Gregory Peck e Audrey Hepburn.

Parco degli Aranci (Parco Savello)

Il parco, il cui nome deriva dalla presenza caratteristica di numerose piante di aranci amari, si estende nell’area dell’antico fortilizio eretto dalla famiglia dei Savelli (da cui il nome ”parco Savello”). Fu realizzato nel 1932 dall’architetto Raffaele De Vico dopo che, con la nuova definizione urbanistica dell’Aventino, l’area che i padri domenicani della vicina chiesa tenevano ad orto, era stato previsto fosse destinata a parco pubblico. In questo modo si offriva libero accesso alla vista da quel versante del colle, creando un nuovo belvedere romano da aggiungere a quelli già esistenti del Pincio e del Gianicolo.

Chiesa di S Sabina

La Basilica di Santa Sabina all’Aventino è situata sul colle Aventino, nel territorio del Rione XII Ripa. Costruita nel V secolo sulla tomba di Santa Sabina, è una delle chiese paleocristiane meglio conservate in assoluto.

Piazza dei Cavalieri di Malta

Proseguendo dopo il giardino degli Aranci, a Piazza Cavalieri di Malta vi è la Villa del priorato di Malta. Vale la pena poggiare l’occhio sul grande portone e guardare attraverso il buco della serratura. Qui si può ammirare una splendida prospettiva della Cupola di San Pietro che appare lungo il viale dei Giardini dell’Ordine, costeggiato da alberi.

Piramide

La Piramide Cestia fu costruita da Caio Cestio come sua grandiosa sepoltura intorno al 20 a.C., seguendo la moda egittizzante dell’epoca. Misura circa 30 metri per lato, è alta poco più di 36 ed è costituita da un nucleo di calcestruzzo rivestito di blocchi di marmo con camera sepolcrale in mattoni all’interno. La piramide fu costruita in meno di 330 giorni.

Cimitero acattolico di Roma

Aperto ufficialmente nel 1821, l’esistenza di questo cimitero si rese indispensabile a causa del divieto della Chiesa cattolica di seppellire in terra consacrata i non cattolici. Tale divieto includeva i protestanti, gli ebrei, gli ortodossi, i suicidi e gli attori costringendo le famiglie di chiunque appartenesse a tali categorie ad inumare i propri cari fuori dalle mura della città. Sono artisti i più che qui riposano: Shelley, Severn, Reinhart, il figlio di Goethe, Reinhold, Strohl-Fern, Keats. Vi sono stati sepolti anche intellettuali italiani che rappresentavano in qualche modo una cultura alternativa, ”straniera” rispetto a quella dominante, primo tra tutti Antonio Gramsci.

Mura Aureliane

La costruzione di queste mura venne iniziata dall’Imperatore Aureliano nel 271 e terminata dal suo successore Probo nel 279. Il percorso complessivo si può calcolare in poco meno di 19 km.

Chiesa di S. Saba
  1. Saba è il nucleo religioso di maggior spicco della zona. La chiesa venne fondata nel VII secolo dai seguaci di San Saba che riprodussero qui il monastero di Gerusalemme anch’esso dedicato a San Saba, abate di Palestina, morto nel 532.
Chiesa di S. Balbina all’Aventino

La chiesa di Santa Balbina, dedicata alla vergine e martire del II secolo, è situata nella piazza omonima, su un’altura lungo viale G. Baccelli. La storia del complesso è strettamente legata alle invasioni barbariche che afflissero Roma durante il Medioevo, quando l’intera zona dell’Aventino si tramutò in campagna deserta per le continue scorribande degli eserciti stranieri. Per questo motivo sorse, ad opera di monaci greci, il convento di S.Balbina, un edificio fortificato da torri e merlature, ancora oggi visibili nel giardino della chiesa.

Terme di Caracalla

Il più grandioso esempio di grandi terme imperiali fu costruito dall’imperatore Caracalla tra il 212 ed il 217 d.C. in un’area nei pressi del Circo Massimo, costruito dal re Tarquinio Prisco. Il grande complesso delle Terme poteva accogliere più di 1500 persone: nella sua più ampia estensione, recinto compreso, l’edificio misurava 337 x 328 metri, mentre il corpo centrale 220 x 114 metri, con la sola stanza del calidarium che arrivava a 140 metri. Solo le terme di Diocleziano saranno più grandi. Cessarono di funzionare dopo il 537 d.C. in seguito all’assedio di Roma da parte del capo dei Goti, Vitige, che tagliò gli acquedotti per togliere i rifornimenti idrici alla città. Negli scavi effettuati nelle terme, a partire dal XVI secolo, furono rinvenute molte opere d’arte, tra le quali tre famose sculture “farnesiane” (il Toro, la Flora e l’Ercole) ora al Museo Nazionale di Napoli, e le due grandi vasche di granito, ora in piazza Farnese a Roma.

San Gregorio Magno

La chiesa dei Santi Andrea e Gregorio Magno si trova sul Celio, di fronte al Palatino ed accanto al Circo Massimo.

La chiesa è parte di un più vasto complesso chiesa-convento. Il convento è attualmente gestito dalle Missionarie della Carità di Madre Teresa di Calcutta, che vi hanno la sede legale.

Basilica dei Santi Giovanni e Paolo

Venne eretta a partire dal 398 dal senatore Bizante sul sito di un edificio, databile tra il I ed il II secolo, utilizzato prima come domus ecclesiae da una comunità cristiana e poi divenuta sepoltura dei martiri Giovanni e Paolo. La tradizione afferma che questa fosse l’abitazione dei due santi fratelli che avrebbero subito il martirio proprio al suo interno nel 362, durante il regno dell’Imperatore Flavio Claudio Giuliano.

Giovanni e Paolo furono molto venerati come santi. Soprattutto nei paesi di lingua tedesca, ma non solo, i due santi sono considerati ”Wetterheiligen”, cioè protettori contro le tempeste e, in genere, le avversità atmosferiche.

Acquedotto Claudio

La costruzione dell’acquedotto Claudio (in latino Aqua Claudia) fu iniziata nel 38 d.C. dall’Imperatore Caligola e terminata dall’imperatore Claudio nel 52 d.C.

Rivestì subito una grande importanza sia per la sua efficienza che per la crescente necessità di acqua di una città in continuo aumento di popolazione. Infatti per secoli il Tevere, le sorgenti ed i pozzi furono in grado di soddisfare il fabbisogno della città finché lo sviluppo urbanistico e la crescita demografica resero necessario ricorrere ad altre fonti: fu allora che, grazie all’abilità dei suoi costruttori, si realizzarono gli acquedotti.

Era lungo 46406 miglia romane pari a 68681 km. La costruzione degli acquedotti fu una delle imprese più grandi e più impegnative della civiltà romana, “la più alta manifestazione della grandezza di Roma”.

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