A peaceful haven
at a stone's throw
from the Colosseum

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Passeggiate ed Escursioni

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Questa passeggiata  include la Fontana di Trevi, il Pantheon e Piazza Navona. Dopo il tramonto il favoloso effetto della luce sui monumenti e la vivace vita notturna cittadina vi incanteranno.

 



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Camminata del Centro STorico



Il Campidoglio

Il Campidoglio, oggi sede del Comune di Roma, è uno dei sette Colli su cui venne fondata Roma.

Fin dall’antichità il Campidoglio fu un luogo importante per la vita della città. Prima come centro religioso e poi come luogo di potere quando vi si sistemò il Senato di Roma.

La piazza, come la possiamo ammirare oggi, fu disegnata da Michelangelo a partire dal 1537-39; al centro della piazza con la sua pavimentazione centrifuga si trova la statua equestre di Marco Aurelio.

Qui si trovano i Musei Capitolini, che sono la galleria di statue più antica al mondo. Potete ammirare il Galata Morente, lo spinario e la Venere Capitolina.

 

Piazza Venezia

Piazza Venezia è una delle più celebri piazze di Roma. È considerata il vero centro della città, famosa per l’imponente Vittoriano dai marmi bianchi sovrastato da cavalli alati. È situata ai piedi del Campidoglio dove si incrociano le più importanti strade della capitale: Via Dei Fori Imperiali,  che conduce al Colosseo, Via Del Corso e Via Nazionale, le vie dello shopping e Corso Vittorio Emanuele che va nella direzione di San Pietro.


Da Piazza Venezia potrete continuare lungo un altro dei percorsi suggeriti. Ci vogliono circa 15 minuti a piedi per arrivare da Piazza Venezia al Lancelot lungo la Via dei Fori Imperiali. In alternativa ci sono autobus che percorrono la stessa strada (85, 87 o 117).

 

Piazza MatteiLa Fontana delle Tartarughe

La piazza prende il nome dal palazzo di Giacomo Mattei che qui si affaccia. La facciata è caratterizzata da una finestra murata alla quale è legata una leggenda: si narra che uno dei duchi Mattei, giocatore incallito, una notte perse al gioco un’ingente somma. Il futuro suocero, venuto a conoscenza del fatto, gli rifiutò la mano della figlia. Il duca, ansioso di riscattare l’insulto, invitò nel suo palazzo il suocero ed organizzò un ricevimento fino all’alba. Durante la notte fece realizzare, dinanzi al suo palazzo, una splendida fontana ed il mattino seguente invitò il futuro suocero ad affacciarsi dalla finestra, dicendo: ”Ecco cosa è capace di fare in poche ore uno squattrinato Mattei!”. In questo modo riebbe la mano della ragazza ma, in memoria dell’accaduto, fece murare la finestra. La fontana in oggetto è la bellissima Fontana delle Tartarughe.       

Le bronzee tartarughe sospinte verso il bordo del catino, nel quale si raccoglie l’acqua dello zampillo che ricade poi nella vasca sottostante, vennero aggiunte solamente nel 1658 dal Bernini, durante i lavori di restauro voluti da papa Alessandro VII.

 

Largo di Torre Argentina

Il nome della piazza si riferisce alla Torre Argentina, così chiamata da Johnannes Burckardt (1445 circa-1506), che dal 1483  fu maestro di cerimonie di ben cinque papi.

L’alto prelato, che era nato a Strasburgo (Argentoratum in latino) e perciò amava firmarsi Argentinus, aveva acquistato un terreno nella zona, sui resti del Teatro di Pompeo, e vi aveva fatto costruire il proprio palazzo.
Il complesso archeologico noto come “area sacra” al centro della piazza venne scoperto durante dei lavori edilizi del 1926. Nella zona sono stati ritrovati i resti di quattro templi, che rappresentano il complesso più importante di edifici sacri d’età repubblicana media e tarda.

Da segnalare il Tempio di Aedes Fortunae Huiusce Diei, cioè “La Fortuna del Giorno Presente”,  a pianta circolare (una rarità). Viene identificato con il Tempio della Fortuna che doveva essere rappresentata dalla gigantesca statua i cui resti marmorei, oggi conservati presso la Centrale Montemartini, sono stati ritrovati accanto al tempio stesso.

La Piazza è famosa per essere rimasta uno degli ultimi rifugi delle colonie feline di Roma.

Vi è addirittura un’associazione che si occupa dei gatti di Torre Argentina.

 

Piazza Farnese

Questa meravigliosa piazza è dominata dallo splendido palazzo il cui primo progetto fu di Antonio Sangallo. La costruzione iniziò nel 1515 e fu interrotta durante il saccheggio di Roma nel 1527. Nel 1534 Paolo III, appena nominato Papa, commissionò a Michelangelo Buonarroti il completamento del terzo piano ed un ulteriore contributo venne dato dagli architetti Vignola e Giacomo della Porta.

Questo imponente palazzo è considerato uno dei più belli dell’epoca Rinascimentale ed è sede dell’ambasciata di Francia dal 1870. Le enormi vasche di granito che sostengono le due fontane appartenevano al complesso delle Terme di Caracalla.

 

Campo de’ Fiori

Fino al quattrocento la piazza non esisteva in quanto tale e, al suo posto, vi era un prato fiorito con alcuni orti coltivati, da cui il nome.

Dal 1869 la piazza è sede di un vivace e pittoresco mercato, la cui atmosfera popolare è ben resa dal del film Campo dei Fiori del 1943 con Anna Magnani e Aldo Fabrizi.  Ancora oggi al mattino tra i banchi colorati si respira un’aria di autentica romanità. Ottima la pizza del Forno di Campo de’ Fiori, uno dei più antichi di Roma, dove si servivano Metastasio, il Belli, lo scrittore Palazzeschi, Beatrice Cenci e Gioacchino Rossini.

Campo de’ Fiori è l’unica piazza storica di Roma dove non è presente una chiesa.

In Campo de’ Fiori avevano luogo le esecuzioni capitali. Giovedì 17 febbraio 1600 vi fu arso vivo il filosofo e frate domenicano Giordano Bruno, accusato di eresia. Nel 1876 si costituì un comitato di studenti universitari, ferventi repubblicani, allo scopo di promuovere il ricordo del filosofo. Al comitato aderirono numerosi intellettuali di ogni parte del mondo quali  Walt Whitman, Victor Hugo e Henrik Ibsen. Nonostante la forte ostilità del mondo ecclesiastico, il 9 giugno 1889 la statua in bronzo del frate incappucciato venne posta al centro della piazza, esattamente là dove aveva trovato la morte.

Campo de’ Fiori è da sempre un simbolo ed un punto di aggregazione ed è uno dei ritrovi notturni preferiti dai più giovani, sia italiani che stranieri, grazie alla presenza di molti locali e pub.

 

Pasquino

Il Pasquino è la più celebre statua parlante di Roma, divenuta figura caratteristica della città fra il XVI ed il XIX secolo.

La statua in stile ellenistico, danneggiata nel volto e mutilata degli arti, rappresenta Menelao e risale probabilmente al III secolo a.C.

Ai piedi della statua, ma più spesso al collo, si appendevano nella notte fogli contenenti satire in versi, dirette a pungere anonimamente i personaggi pubblici più importanti. Erano le cosiddette “pasquinate”, dalle quali emergeva, non senza un certo spirito di sfida, il malumore popolare nei confronti del potere e l’avversione alla corruzione e all’arroganza dei suoi rappresentanti.

 

Piazza della Pace

Maria della Pace, situata in via dell’Arco della Pace, sorge in luogo dell’antica “S.Andrea de Acquarenariis”, nome che deriva dai numerosi venditori di acqua presenti nella zona, i quali, attingendo direttamente dal Tevere, dovevano purgare l’acqua dalla “rena” che vi era mescolata. La leggenda narra che nel 1480 un’immagine della Vergine posta sotto il portico, colpita da un sasso lanciato da un soldato ubriaco, si mise a sanguinare. 

Nel corso degli anni, molti furono gli interventi di ampliamento e abbellimento della chiesa, ad esempio la famosa facciata barocca che si spinge in avanti tra le ali concave. Questa facciata, che voleva simulare un palcoscenico teatrale, ha due ordini ed è preceduta da un pronao semi-circolare sostenuto da colonne tuscaniche binate. La chiesa si spinge in avanti riempiendo quasi completamente lo spazio della piccola piazza che la precede. Molte case furono demolite da Pietro da Cortona per creare questo spazio trapezoidale asimmetrico che, col suo aspetto unitario intensamente plasmato, si pone tra le principali realizzazioni del Barocco Romano.
A pochi passi si trova il celeberrimo Bar della Pace con i suoi tavolini all’aperto sotto la vite americana; è considerato un luogo molto “in” per vedere la gente e per essere visti.

 

Piazza Navona

Piazza Navona è una delle più celebri piazze di Roma, da sempre luogo di spettacolo, punto d’incontro, insomma un grande ”teatro all’aperto” che ogni giorno mette in scena la vita passata e presente della città. La piazza occupa la pista dell’antico ”Stadio di Domiziano”, o ”Circus Agonalis”, del quale ha conservato perfettamente la forma rettangolare allungata dell’arena. Lo Stadio fu fatto costruire da Domiziano nell’86 d.C  ed era utilizzato per le gare degli atleti.                 

Piazza Navona è un simbolo della Roma Barocca, con elementi architettonici e scultorei di Gian Lorenzo Bernini, ad esempio la Fontana dei Quattro Fiumi al centro della piazza, che rappresenta il Danubio, il Gange, il Nilo ed il Rio della Plata ossia i quattro angoli della Terra.

 

Pantheon

Il Pantheon rappresenta, da più di duemila anni, l’espressione massima della gloria di Roma. La sua storia si lega in maniera indissolubile allo sviluppo della città eterna di cui è immagine nei secoli. Unica costruzione romana rimasta praticamente intatta attraverso i secoli, questo edificio fu fondato tra il 25 e il 27 a.C. da  Agrippa, genero di Augusto, come Tempio dedicato ai dodici dei ed al sovrano vivente.

L’edificio è composto da una struttura circolare unita ad un portico in colonne corinzie che sorreggono un frontone. La grande cella circolare, detta rotonda, è cinta da spesse pareti in muratura e da otto grandi piloni su cui è ripartito il peso della caratteristica cupola semisferica in calcestruzzo. La cupola ospita al suo apice un’apertura circolare detta oculo attraverso la quale entrano luce e calore, così da rendere il pantheon un ”tempio solare”. La luce che penetra in direzione zenitale ha un preciso riferimento mistico, un collegamento diretto tra gli dei e gli uomini, senza intermediazione sacerdotale. Infatti il fascio di luce che entra dall’oculus al centro della cupola gira a seconda dell’ora del giorno e fa del Pantheon un osservatorio astrologico dedicato, come appunto evoca il nome, a tutti gli dei.

 

Sant’Ivo alla Sapienza

Realizzata nella seconda metà del XVII secolo da Francesco Borromini per incarico del Cardinale Barberini, la chiesa è situata nel cortile del Palazzo della Sapienza, sede dell’antica Università di Roma. Il genio e la fantasia di Borromini raggiunsero qui un apice che sconcertò i suoi contemporanei. L’edificio è considerato uno dei capolavori del Barocco e della storia dell’architettura in generale.

Piazza S. Ignazio

Piazza di Sant’Ignazio è situata nel pieno del centro storico dinnanzi alla chiesa di Sant’Ignazio di Loyola in Campo Marzio. Significativa opera Rococò, la piazza deve la sua conformazione all’architetto Filippo Raguzzini, che la realizzò intorno al 1727-1728.

 

Piazza Colonna

Piazza Colonna a Roma deve il suo nome alla colonna eretta dal Senato e dal Popolo Romano in onore di Marco Aurelio dopo la sua morte. La colonna, tuttora al suo posto, un tempo sorgeva al centro di un complesso monumentale costituito dal ”Tempio di Marco Aurelio”  e da altri edifici, i cui resti furono trovati costruendo la ”Galleria Colonna” (oggi denominata ”Galleria Alberto Sordi”).

 

Fontana di Trevi

La fontana di Trevi è certamente la più scenografica e la più romantica tra le fontane di Roma e costituisce la mostra dell’Acqua Vergine, l’acquedotto che Marco Vipsanio Agrippa condusse a Roma nel 19 a.C. per alimentare le sue Terme. In quella che sarà poi l’odierna ”piazza di Trevi”, Agrippa posizionò una delle fontane minori dell’acquedotto, costituita da tre vasche di raccolta, affiancate ed addossate ad un edificio.   La fontana iniziò a prendere corpo con Urbano VIII (1623-44), il quale la immaginò come una fontana grandiosa e di questa opera incaricò il Bernini. Questi presentò diversi progetti, tutti costosissimi, a causa dei quali papa Barberini aumentò talmente le tasse sul vino che Pasquino sentenziò: ”Per ricreare con l’acqua ogni romano/di tasse aggravò il vino il papa Urbano”. Urbano VIII e Bernini morirono senza che la fontana fosse stata ultimata; in quel periodo era soltanto un grosso lavatore con un vascone davanti e niente più. Più di un secolo dopo anche papa Clemente XII (1730-1740), con lo scopo di abbellirla, invitò i migliori artisti dell’epoca a presentare i progetti. Tra tutti i bozzetti inviati fu scelto quello del romano Nicola Salvi, di evidente ispirazione berniniana. I lavori, iniziati nel 1735, proseguirono durante il pontificato di Benedetto XIV e si conclusero con Clemente XIII, il quale inaugurò la fontana il 22 maggio 1762.

Sul lato destro della fontana ci sono due getti d’acqua che offrivano agli innamorati una rara opportunità per baciarsi in pubblico. I novelli sposi e gli innamorati bevono ancora oggi da questa fontana affinché il loro amore sia fortunato e duraturo.

E’ tradizione lanciare una, due o tre monete con la mano destra sopra la spalla sinistra nella Fontana di Trevi. Secondo la tradizione lanciare una moneta permette di ritornare a Roma, lanciarne due invece, significa che ci si innamorerà di un italiano o di una italiana. Lanciare tre monete nella Fontana invece significa che ci si sposerà a Roma.

 

Quirinale

Il Palazzo del Quirinale sorge sull’omonimo colle. E’ la residenza ufficiale del presidente della Repubblica italiana ed uno dei simboli dello Stato italiano. Antico presidio pagano, ai tempi dell’Imperatore Augusto era la Torre di Mecenate, dedicata agli artisti.

Costruito a partire dal 1583, è uno dei più importanti palazzi della capitale sia dal punto di vista artistico sia dal punto di vista politico. Il Palazzo si  impose, sopratutto a partire dal pontificato di Paolo V Borghese, quale residenza stabile dei papi (il Quirinale ha ospitato 30 papi) nelle loro qualità di sovrani, complementare a quella del Vaticano, che costituiva la sede del papa vescovo.

Con la proclamazione della Repubblica, avvenuta dopo il referendum istituzionale del 2 giugno 1946, l’edificio divenne definitivamente la sede del Presidente della Repubblica.

Il palazzo del Quirinale è il 6° palazzo più grande del mondo in termini di superficie, nonché la seconda più estesa residenza di un capo di Stato al mondo  dietro ad Ak Sary ad Ankara. Per fare un confronto, l’intero complesso della Casa Bianca negli Stati Uniti è 20 volte più piccolo.

 

San Pietro in Vincoli

La basilica di S.Pietro in Vincoli deve il suo nome alle catene (dal latino vincula, catene) qui conservate nel reliquiario sotto l’altare principale e che, secondo la tradizione, furono utilizzate per legare S.Pietro durante la sua prigionia a Gerusalemme e nel Carcere Mamertino.

Questa chiesa ospita anche il magnifico Mosè di Michelangelo.

 

La salita dei Borgia

Il tratto di strada che sale in forma di rampa di scale tra via Cavour e piazza S. Pietro in Vincoli costituisce uno dei più suggestivi angoli di Roma. E’ conosciuta come la ”Salita dei Borgia”, perchè qui si ergono quelle che furono ritenute le ”Case” dei Borgia.



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