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Tesori
del Quartiere
L'Hotel
Lancelot si trova in una delle zone archeologiche
più interessanti di Roma, costellata da tracce dei
suoi trascorsi imperiali, medievali e via via più
recenti.
Segue qualche appunto su luoghi di particolare interesse
nelle vicinanze dell'albergo, e un articolo sul
quartiere dello storico dell'arte Richard Ingersoll.
San
Clemente - Via San Giovanni in Laterano
La
basilica, a meno di un isolato di distanza dall'albergo,
è fra le più interessanti di Roma, composta com'è
da tre strati d'epoche diverse uno sopra l'altro.
Quello in superficie risale al XII° secolo, quello
intermedio del IV°secolo, e il più profondo degli
strati risale all'antichità romana.

La
scola cantorum, il coro marmoreo, resistette all'incendio
del sacco dei Normanni nel 1084 e fu trasferito
di sopra nella nuova chiesa dove si trova tuttora.
Ma ciò che più colpisce di questa chiesa è lo splendido
mosaico duecentesco dell'abside. Entrando, a sinistra,
si trovano degli affreschi di Masolino da Panicale.
Più in là delle scale conducono alla basilica del
IV° secolo, dove affreschi ormai sbiaditi raccontano
la vita di San Clemente.
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Santi
Quattro Coronati
Uscendo
dall'albergo, l'antico edificio stondato che si
sgorge a destra è la parte posteriore della basilica
dei Santi Quattro Coronati che risale al IV° secolo.
Nel silenzio del suo magnifico chiostro, ornato
da pilastri delicatamente intarsiati e dalla fontana
aggiunta nel XII° secolo, si ha l'impressione di
viaggiare indietro nel tempo.

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San
Giovanni in Laterano
La chiesa
di San Giovanni fu edificata intorno al 313 ed è
la cattedrale ufficiale della capitale. Poco rimane
oggi della basilica originale, continuamente modificata
nel corso dei secoli. L'interno fu rinnovato nel
1646 da Borromini, mentre la facciata, con le sue
15 statue, fu riprogettata da Alessandro Galilei
nel 1735.

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Santo
Stefano Rotondo
Tra
le più antiche chiese di Roma, S.Stefano spicca
per la sua inusuale pianta circolare. Il perimentro
interno è scandito da 22 colonne ioniche,
e le pareti sono ricoperte di affreschi del tardo
sedicesimo secolo con inquietanti scene di martirio.
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Il
Colosseo

Questo
monumento di straordinaria fama si trova all'altro
capo della strada dall'albergo. L'ingresso prevede
l'acquisto di un biglietto, non sempre agevole date
le file. Per ovviare al problema si possono acquistare
dei biglietti che comprendono un pacchetto di visite
presso un museo meno frequentato.
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Il
Foro Romano
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Il Foro
Romano e il Palatino si trovano accanto al Colosseo,
a due passi dal Lancelot. L'accesso a gran parte
del foro è libero ma è necessario il biglietto per
visitare il Palatino.

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Domus
Aurea
Questo
notevole palazzo dorato, un tempo dimora di Nerone,
è stato finalmente riaperto al pubblico dopo 18
anni e 2 miliardi di lavori di restauro. L'ingresso
è consentito solo a piccoli gruppi dietro prenotazione,
effettuabile anche tramite l'albergo ( almeno con
un giorno d'anticipo). Si consigliano le visite
guidate o il noleggio di un'audioguida.
San
Pietro in Vincoli
Qui
si trova l'imponente Mosè di Michelangelo. Conservate
nel reliquario dell'altare centrale, si trovano
le catene con cui, secondo la tradizione, furono
cinti i piedi di S.Pietro.
Passeggiando
Oltre
Piazza della Navicella, si raggiunge l'ingresso
di Villa Mattei all'interno del tranquillo parco
ora denominato Villa Celimontana. Più avanti la
Piazza di San Giovanni e Paolo la cui facciata è
rimasta pressoché inalterata dal Medio Evo. Gli
scavi,ora visitabili, sotto questa chiesa hanno
rivelato la presenza di abitazioni romane del I°
e II secolo adibite a luogo di culto dai primi cristiani.
Più giù sul Clivo Sauro si trova la Chiesa di San
Gregorio con la sua ampia scalinata e splendida
facciata. Da qui si ha un'ottima vista sul Palatino
e si può procedere verso il Circo Massimo e le famose
Terme di Caracalla.
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"Dai
Giardini di Nerone ai tempi della Papessa Giovanna"
di Richard Ingersoll, storico dell'arte
A quattro
passi dal Colosseo e dalla basilica di San Giovanni
in Laterano, l'Hotel Lancelot s'inserisce in un
ricco contesto di testimonianze storiche.L'albergo,
situato in una palazzina anni 30, su una strada
lastricata a fine 800, ha nelle immediate vicinanze
fra i luoghi più antichi e ricchi di storia della
capitale.

Il
Lancelot si trova nella valle tra il Colle Oppio
e il Celio,in una zona che fu confiscata dall'imperatore
Nerone -dopo il famoso incendio del 64 A.C-. per
costruirvi la Domus Aurea, immensa villa di svago
costruita sul Colle Oppio (i cui freddi sotterranei
sono stati recentemente riaperti). Per assecondare
i suoi capricci teatrali, di fronte alla Domus Aurea
Nerone allestì un lago artificiale circondato dalle
miniature dei porti più famosi del mediterraneo.
Sul Celio fece poi costruire una magnifica piattaforma
templare, dedicata allo zio Claudio suo predecessore,
divinizzato dopo la sua morte. Oggi le rovine della
piattaforma accologono i frutteti del convento duecentesco
di SS.Giovanni e Paolo.
Dopo
la deposizione di Nerone e le insurrezioni popolari
provocate dai suoi eccessi tirannici, la nuova dinastia
imperiale dei Flavii tentò di rabbonire l'opinione
pubblica con la celebre politica "panem et circensis",
sostituendo al lago dei giardini di Nerone l'immensa
struttura a volta del Colosseo. Quest'anfiteatro
ovale, capace di contenere 60.000 spettatori durante
i giochi gladiatorii, le caccie e le battaglie navali,
divenne presto simbolo della città e -col tempo-
metafora della sua aspirazione di Roma a città
eterna. Il Colosseo prese nome da un'imponente statua
di 30 metri, originariamente progettata come ritratto
di Nerone in guisa d'Helios, e successivamente riadattata
a statua di generico dio-Sole. Il magnifico Arco
di Costantino, destinato a rimanere l'ultimo arco
trionfale fino alla nuova fioritura dei modelli
classici nel Rinascimento, segna con eleganza il
raccordo tra il Colosseo e la Via Sacra che conduce
al Foro. Da vicino si può osservare che l'arco è
un collage di frammenti rubati ad altri monumenti.
Per il 2000, anno del Giubileo, il Colosseo è stato
nuovamente adibito a funzioni teatrali.

A Sud
del Colosseo, all'inizio di Via San Giovanni in
Laterano, si trova un notevole scavo archeologico,
il Ludus Magnus, che rivela le fondamenta di un
più piccolo anfiteatro ovale utilizzato come palestra
dalla scuola per gladiatori. In questo periodo l'area
del Lancelot, come probabilmente la maggior parte
della zona, era addibito ad accampamento militare.

Più
a Sud su Via San Giovanni in Laterano si trova la
chiesa di San Clemente, che, benché discreta all'esterno,
rivela all'ingresso una delle decorazioni più sontuose
di Roma, ma anche una delle più sorprendenti testimonianze
del processo di stratificazione del tempo. Procedendo
lunga la navata del XII secolo, oltre i lucenti
mosaici dorati dell'abside, sul pavimento composto
di intarsi marmorei pre-Cosmati, si raggiunge una
scala che porta ad un cupo labirinto, dove si fondono
due luoghi di culto: una basilica cristiana del
V secolo e, più in basso, un Mitreo del II secolo.
Una volta giunti in fondo, 10 metri sottoterra,
si è stupiti dalla constatazione che era questo
-inizialmente- il livello della strada. Altrettanto
sorprendente è l'evidenza di un altro popolare culto
mistico, alternativo alla neonata setta Cristiana.
Questa prima costruzione del I secolo servì per
un po' da zecca imperiale, in un secondo momento
fu trasformata in abitazione privata e il ninfeo
del giardino adibito a tempio di Mitra, un dio d'origine
persiana spesso ritratto nell'atto di sacrificare
un bue. Il cristianesimo prevalse sul rivale, ne
prese in prestito la data del 25 dicembre per i
natali del redentore, e seppellì il Mitreo, ricavandone
le fondamenta per l'abside della nuova chiesa. A
causa dell'innalzamento di livello del terreno circostante,
e della carenza della struttura iniziale, la basilica
fu a sua volta coperta e usata come base della successiva
chiesa duecentesca.
Dopo
la conversione al Cristianesimo nel IV secolo e
il graduale declino dell'impero, l'anatema religioso
contro il teatro e i giochi (che diede adito a leggende
di Cristiani dati in pasto a leoni) e infine i vari
saccheggiamenti barbarici a cominciare da quello
di Alarico nel 410, il Colosseo fu trasformato in
fortezza, e la zona circostante assunse nuovamente
carattere semi-rurale. Centro focale divennero gli
isolati luoghi di culto, il più importante dei quali
era San Giovanni in Laterano, una delle due chiese
fondate da Costantino dopo la presa di potere da
neo-Cristiano nel 312. San Giovanni divenne la cattedrale
della città e fino al XV secolo fu la sede prinicipale
del Papa e del Suo entourage. La basilica fu radicalmente
modificata su indicazione del Borromini nel XVII°
secolo, mentre il palazzo del Laterano fu demolito
e sostituito alla fine del XVI° secolo da Sisto
V, che con l'occasione pose l'obelisco al centro
della piazza. Benché coperta da decorazioni barocche,
l'originale struttura ottagonale del V secolo del
Battistero è ancora ben riconoscibile.

Le rovine
dell'acquedotto dell'Acqua Claudia, che alimentava
il palazzo imperiale sul Palatino, sporgono dai
palazzi di fronte al battistero e si possono costeggiare
-con qualche interruzione- lungo la cima del colle
in direzione sud-ovest. Si arriva così all'ospedale
medievale del Laterano, tra i più atichi del mondo,
e poi all'enigmatica chiesa di S.Stefano Rotondo,
detta così per la sua pianta circolare. Costruita
nel tardo V° secolo, quando la basilica longitudinale
non si era ancora imposta come modello cardine nell'architettura
ecclesiastica, la chiesa è rara per la sua pianta
centrale. Il cilindro al centro è sostenuto da un
colonnato ionico e illuminato dalle alte finestre
della navata centrale, che creano un'intensa zona
di luce . . L'ambulacro che lo circonda fu affrescato
tra XVI° e XVII secolo con alcune delle scene di
martirio più crude della storia dell'arte.
Ad
ovest di Santo Stefano Rotondo si trova Piazza della
Navicella, che prende nome dalla caratteristica
forma della fontana al suo centro, in prossimità
dell'ingresso di Villa Celimontana. Costruita da
Giacomo Mattei alla fine del '500 con giardini del
più stretto rigore formale, la villa e i giardini
furono successivamente rimodellati secondo lo stile
inglese, e sono ora adibiti a parco pubblico. Durante
i pellegrinaggi organizzati da S.Filippo Neri, Villa
Mattei divenne noto punto di sosta e ristoro, trovandosi
a metà del pellegrinaggio alle sette chiese.
Bisogna
poi far luce sulla figura della Papessa Giovanna,
leggendario riscatto femminile del monopolio maschile
del papato. La zona circostante il Lancelot può
considerarsi suo "territorio". La piccola nicchia
con statua della Madonna tra il Lancelot e San Clemente
è stata a lungo percepita come "imago papissae"
dall'immaginario collettivo, ovvero tomba della
malaugurata papessa . La leggenda, come riportata
dal bibliotecario vaticano Platina, alla fine del
XV° secolo, narra che Giovanna, brillante studentessa
di teologia, nascose la propria identità sessuale
per prendere gli ordini come monaco benedettino.
Eletta papa col nome di Papa Giovanni VII° nel IX°
secolo grazie alla sua grande eloquenza, riuscì
a mantenere nascosta la sua identità a corte. In
seguito ad una relazione rimase incinta e -si dice-
partorì durante una processione, vicino al Colosseo.
La zona tra il Colosseo e San Clemente è stata a
lungo considerata teatro della sua deposizione e
morte insieme a quella del figlio. Tanto radicata
era la leggenda che fino alla fine del XVI secolo
la processione d'inaugurazione papale, forse il
rito più importante nella vita d'un pontefice, escludeva
accuratamente il passaggio per il Colosseo o Via
Labicana (che dal Colosseo porta a San Giovanni)
in modo da evitare ogni possible associazione con
la vicenda della Papessa. Il tragitto era così dirottato
verso l'impervio colle oltre il convento medievale
dei SS.Quattro Coronati, ritenuto il primo convento
costruito entro le mura di Roma (alla destra del
cancello dell'albergo se ne intravede l'abside).
Quando la processione papale raggiungeva il Laterano,
dentro il palazzo, tra altre cerimonie d'iniziazione,
aveva luogo l'ispezione dei genitali del papa per
evitare altre "sorprese". Tuttavia questa usanza
fu abbandonata nel XVII° secolo quando le numerose
proli papali fornivano adeguata garanzia di virilità.
La leggenda sulla Papessa fu ufficialmente smentita
dalla Chiesa dopo il 1570. Sisto V° costruì una
nuova strada che andava dritta dal Colosseo al Laterano,
raggiungendo l'obelisco, ovviando così al vecchio
tragitto.Tuttavia la silenziosa e raccolta zona
circostante l'Hotel Lancelot può ancora rivendicare
con un po' d'ironia lo statuto di territorio della
Papessa Giovanna.
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